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Home > Storia > Storia dei Trasporti Pubblici a Modena

STORIA

Nel 1917 nasce la S.E.F.T.A., progenitrice dell'Atcm S.p.A. di oggi, esercitando un servizio sia di ferrovia che di autolinee. Nel 1963 l'Amministrazione Provinciale ne acquista il pacchetto azionario e nel 1976 tutti i servizi della SEFTA vengono assunti dalla neonata ATCM, un Consorzio volontario fra tutti i Comuni della Provincia di Modena e l'Amministrazione Provinciale stessa. Il 1988 vede l'unificazione del servizio urbano, esercitato dall'AMCM e di quello extraurbano, di competenza ATCM, sotto l'unica insegna dell'ATCM. Dal 1° gennaio 1994, con la Legge 142/90, l'ATCM si trasforma ulteriormente nel Consorzio A.T.C.M. che il 1° gennaio 2001 assume la forma di ATCM S.p.A.

L'Azienda Trasporti Consorziali di Modena, istituita per la gestione diretta dei servizi che il Consorzio per i servizi di Trasporto pubblico nel bacino di Traffico di Modena ha assunto allo scopo di assicurare la migliore realizzazione dei Trasporto pubblico nel Territorio di propria competenza, nonché quello di garantire i collegamenti con le zone limitrofe, si può dire che abbia in certo modo preceduto, nel segno di un piano organico e nella continuità di una coerente politica dei Trasporto, la Legge Regionale 111 211979 n. 45 mediante la quale ,si riconosce al sistema integrato dei trasporti e delle vie di comunicazione il carattere di servizio sociale primario e di importante strumento per il conseguimento di obiettivi di riequilibrio territoriale e socio- economico dell'area regionale, considerata anche nelle sue interrelazioni con le regioni contermini,,. In questo segno ha inizio quindi un sistema integrato per sviluppare il quale è opportuno ricordare il passato per costruire meglio il futuro. Cent'anni? Fatalmente, la storia di un sistema diverso dai "legni a 2 o 4 ruote attiragliati da cavalli", o dalle "diligenze e messaggerie", ha inizio proprio nel 1881. Da quella data, per la nostra provincia, i cavalli sono a vapore il Mastro di posta diventa il Capo Stazione.

1881: L'Amministrazione Provinciale, che l'anno prece- dente aveva deciso la costruzione di una ferrovia a scartamento ridotto (0,9@.150) subconcedeva l'esercizio della medesima ad una Società Anonima che titola la propria ragione sociale con la sigla del tracciato della strada ferrata, e cioè Ferrovia Sassuolo- Modena - Mirandola e Finale (F.S.M.M.F.). La prima tratta Sassuolo - Modena (al treno dal cocc) entra in funzione.

1883: Con la seconda tratta, l'esercizio ferroviario collega Sassuolo a Mirandola. 884. Anche la diramazione Cavezzo - Finale inizia l'esercizio completando in tal modo il tracciato ferroviario Sassuolo - Modena-Mirandola-Finale.

1888: Vengono completati i lavori di costruzione di una ferrovia che collega Vignola a Modena e l'Amministrazione Provinciale ne affida l'esercizio ad una Società Anonima denominata Ferrovia Modena- Vignola (F.M.V.).

1893: Viene inaugurata la tramvia Modena - Montale- Maranello.

1905: L'Amministrazione Provinciale concede alla S.A. Ferrovia Sassuolo -Modena - Mirandola e Finale anche l'esercizio della linea che collega con automobili Maranello a Pavullo.

1912: Viene inaugurata - la Tramvia Castelfranco E.- Bazzano.

1914: Il Comune di Bazzano si collega anche alla ferrovia Modena - Vignola per mezzo di una deviazione della stessa F.M.V. a Spilamberto.

Sono ritratte le tre stazioni principali della Ferrovia Modena-Sassuolo, in ordine abbiamo la stazione di Modena, Formigine e Sassuolo.
Foto tratte da "Signori, in carrozza" di F.Guerzoni, A.Simonini e P.Della Bona

1917: Dalla fusione della Società F.S.M.M.F. e F.M.V. nasce la S.E.F.T.A. (Società Emiliana di Ferrovie, Tramvie ed Automobili) che si costituisce allo scopo:

  1. di esercitare le linee ferroviarie, tramviarie ed automobilistiche, già assunte in concessione od in subconcessione dalle due Società che le danno origine;
  2. di costruire od esercitare ferrovie o tramvie, sia per conto proprio, sia per conto di Corpi Morali o di Terzi, ed anche in compartecipazione con altri; op- pure mediante Società speciali appositamente costituite;
  3. di compiere gli atti e gli studi necessari per ottenere concessioni di ferrovie e di altri servizi pubblici di, trasporto, o per. rilevare simili concessioni già ottenute da altri;
  4. di acquistare od alienare ferrovie o tramvie, materiale ferroviario, tramviario, automobilistico e di navigazione;
  5. di stabilire ed esercitare qualsiasi impresa di trasporto;
  6. di creare Società speciali per ferrovie, tramvie o di navigazione ed assumere interessenze in Società od imprese consimili;
  7. di partecipare, ove sia il caso, alla creazione ed all'esercizio di industrie che abbiano attinenza a quelle che sono scopo della Società come, ad esempio, di officine per la costruzione di materiale ferroviario e tramviario; oppure di industrie che possano dare incremento al traffico delle linee sociali, come alberghi, stabilimenti balneari, ecc.;
  8. di compiere in genere qualsiasi atto od operazione che abbia attinenza cogli scopi sociali.

Gli scopi statutari della S.E.F.T.A. rappresentano per- tanto una grande novità nel trasporto dei Territorio provinciale in quanto vengono a proporre un nuovo modello di azienda la quale, anziché costruire ed esercitare solamente ferrovie ed autolinee, propone anche attività collaterali intese, in gran pace, a consolidare e sviluppare il pubblico servizio di trasporto.

Non meno importante la funzione di coagulo dei servizi esistenti i quali intersecandosi ed allacciandosi, vengono così a creare una vera e propria "rete,, la cui realizzazione poteva essere ostacolata dall'esistenza di diversi vettori non collegati fra loro. La nuova Società non opera tuttavia in regime di monopolio e lascia perciò spazio anche ai piccoli imprenditori i quali creano collegamenti automobilistici fra le località minori e soprattutto con i centri montani e pedemontani. Servizi, questi, per lo più di coincidenza ed allacciamento con le stazioni ferroviarie (Sassuolo, Formigine, Maranello, Pozza, Vignola, Bazzano, per citare solo i maggiori) dopo che i progetti per la costruzione delle Ferrovie Mirandola- Rolo e soprattutto Modena - Pavullo - Lucca erano falliti. Una funzione minore ma non per questo meno importante e capillare.

Nascono e si sviluppano in tal modo, di pari passo con la automobile, molte Aziende. Ne citiamo le maggiori e più significative:

1920 - 1923 l'impresa F.lli Vandelli di Castelvetro che opera soprattutto il collegamento della stazione di Setteca- ni con Castelvetro e Levizzano;

1922 - 1926 l'impresa Macchia che collega il capoluogo del Frignano (Pavullo) con Vignola, Fanano, Sestola, Pie- vepelago e Maranello;

1922 - 1932 la Ditta Valenti che estende i propri servizi nella zona di Carpi mediante istituzione di autolinee con Mi- randola, Cavezzo, Concordia, Reggio Emilia e Modena;

1926 - 1929 l'impresa Pini, per i collegamenti di Sassuolo con la Valle dei Secchia fino a Montefiorino, Piandelagotti e poi verso Boccassuolo e anche Quara, nel reggiano;

1925 - 1928 l'impresa Barozzi che allaccia Spilamberto con Bologna e S. Cesario con Modena; 1929 - 1932 la ferrovia si evolve. Si realizza la trasforma- zione in scartamento ordinario (senza arrestare il servizio in quanto ci si avvale della << terza rotaia >>) dell'intera rete S.E.F.T.A. (m. 1,435) nonché la elettrificazione della medesima. Ne fanno eccezione la Tramvia Modena - Maranello e la Castelfranco - Bazzano.

1934: Viene chiusa al Traffico la Tramvia Castelfranco- Bazzano e sostituita con autobus dell'impresa Barozzi.

1937: La Tramvia Modena - Montale - Maranello viene trasformata in autolinea. Ha inizio, praticamente, la crisi dell'impianto fisso che subisce la concorrenza dei mezzo di trasporto su strada ordinaria, più duttile ed economico. Si moltiplicano i piccoli concessionari che alla. richiesta di una maggiore mobilità rispondono con l'istituzione di servizi che risultano concorrenti - anche se indirettamente - con le ferrovie. Gli eventi bellici (1940 - 1945) "rimandano" questa sfida o, se preferite, conflittualità. Gli autobus vengono requisiti e pertanto la ferrovia, considerata impianto strategico, resta l'unico servizio di trasporto pubblico. Ma proprio per questo deve subire attentati e bombardamenti tanto che al termine dei conflitto si rende necessaria una mas- siccia opera di ricostruzione specie per quanto riguarda ponti, fabbricati ed altre opere d'arte andate distrutte. I danni subiti dalla diramazione Spilamberto-Bazzano (specie per quanto riguarda il ponte sul Panaro, a Spilamberto) sono tali da includere questo tratto di linea fra quelle da <<non ricostruire>>. La ricostruzione della restante rete è invece sollecitata e l'impianto ferroviario risulta essere il solo - nel periodo postbellico - in grado di far fronte ad una crescente richiesta di trasporto: sia viaggiatori che merci. Le officine e le carrozzerie non producono ancora quegli autobus che di lì la' poco rappresenteranno invece il nuovo sistema di tra- sporto. Pochi anni dopo, concessionari vecchi e nuovi propongono infatti all'utenza mezzi più 'Confortevoli e più moderni i quali offrono un servizio "dalla porta di casa al portone della fabbrica o alla piazza dei centro storico >> esercitando perciò una concorrenza che la ferrovia si ostina a considerare illegittima. La S.E.F.T.A., che nel frattempo si era anche spogliata di quelle poche autolinee rimaste (Modena - Montale - Maranello, Modena - Formigine - Maranello, Modena- Bologna) si trova pertanto costretta a trasformare i propri servizi.

1963: Di fronte all'aggravarsi della crisi, l'amministrazione Provinciale di Modena decide di acquistare il pacchetto azionario della S.E.F.T.A. pubblicizzando in tal modo l'Azienda per dare inizio ad una riorganizzazione dei trasporto nell'ambito provinciale mediante anche l'acquisizione di altre Imprese Automobilistiche che vengono mano a mano a trovarsi in condizioni non più floride a causa dell'espandersi della motorizzazione privata (riduzione dei traffico passeggeri) e per l'aumento dei costi d'esercizio. Questi infatti non sono coperti da tariffe sufficientemente- remunerative data l'esigenza di mantenere un prezzo politico e la necessità di confrontarsi con la spesa dei mezzo privato (costo di quattro - cinque persone su una vettura).

1964: Viene decisa la trasformazione in autolinea della ferrovia Modena -Mirandola - Cavezzo - Finale. Vengono istituite linee che assorbono anche i servizi automobilistici interferenti o integrativi precedentemente ,affiancati,, alla ferrovia nel tentativo di ricuperarne o conservarne l'utenza. Le Imprese S.A.C.A.S. di S. Prospero, Somenza e Scalari di Mirandola e Silberlinea di Camposanto sono in breve tempo acquisite.

1969: Anche la Ferrovia Modena - Vignola (che a differenza della Modena -Mirandola - Finale resterà in esercizio sino al 1972 per il trasporto delle merci) viene sostituita con servizi automobilistici.

1970: La ferrovia Modena - Sassuolo, raccordata con le F.S. a Modena, rimane l'unica linea in esercizio. Ragioni soprattutto economiche consigliano tuttavia di chiuderla al traffico nei giorni festivi istituendo un'autolinea sostitutiva che va a integrare, in pratica, l'esercizio di una autolinea ordinaria già acquisita dalla S.E.S.A.

1970: Viene infatti acquistato il pacchetto azionario della S.E.S.A. di Modena (Società Emiliana Servizi Automobilisti- ci) la cui proprietà era nelle mani degli stessi ex azionisti S.E.F.T.A. essendo le autolinee originariamente in concessione alla stessa S.E.F.T.A. Dello stesso anno è l'acquisizione delle autolinee Cionini di Serramazzoni.

1972: L la volta dell'impresa Macchia che cede le proprie linee coinvolte dalla crisi generale. Tutto il Frignano, la Valle dei Panaro e soprattutto l'importante dorsale della Via Giardini sono inserite nel conte- sto S.E.F.T.A.

1973:- La Ditta Cav. Primo Valenti e O. viene acquisita e le importanti linee dei carpigiano vengono a far parte della rete esercitata dall'Azienda pubblicizzata.

Anche gli autoservízi Eredi Montorsi (che nel corso degli anni aveva rilevato gli autoservizi esercitati dalle imprese Partesotti di Spezzano, Poggioli di Serramazzoni, Sorbi di Montefiorino e Pini di Sassuolo) subiscono la stessa sorte. 1976: La Ditta Barozzi e Sirotti di Spilamberto che aveva assorbito la Ditta Sorsarini, cede anch'essa le proprio linee, così come farà nel 1977 la Ditta Orsini di Prignano e nei 1978 l'A.T.O. di Bologna per linea ex VETA Montese- Zocca - Vignola - Modena.

1976: Nasce l'A.T.C.M. che assume dalla S.E.F.T.A tutti i servizi. Il relativo Statuto precisa gli scopi di questo Consorzio volontario fra tutti i Comuni del territorio provinciale e la provincia di Modena brevemente accennati all'inizio.

1981: L'A.T.C.M. è una realtà operante che già si muove in una prospettiva di riorganizzazione generale e ammoderna- mento delle proprie strutture onde potere offrire un servizio all'altezza dei tempi.

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